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[TRAD ITA] Intervista Weverse - Jimin

Aggiornamento: 26 nov 2020

Jimin: “Sono il tipo di persona a cui piace essere amato.”


Quando parla, Jimin spesso inizia le frasi con “solo che...”, “è solo...”, “semplicemente...”.

Ma poi si apre immediatamente per parlare dei propri sentimenti, dando sempre una risposta sincera.


In una sessione di V-LIVE a ottobre, hai indossato i vestiti che avevi pianificato di indossare all’aereoporto quando sareste dovuti partire per il tour.

Jimin: Non me ne sono reso conto, ma credo di essere riuscito ad accettare la realtà della situazione attuale.


Con “situazione” intendi di come sia difficile incontrare i tuoi fan di persona?

Jimin: Sì. Se fossimo dovuti salire sul palco in questa situazione, o se avessimo dovuto fare una performance, non sono sicuro come saremmo riusciti a farcela. Allo stesso tempo, sento come se qualcosa che si è chiuso ed è stato bloccato si sia riaperto di nuovo. Non c’è quel tipo di emozione che abbiamo per la stagione dei tour, comunque, quindi è normale sentirsi spossati. Ma, come quando facciamo delle nuove canzoni, provo a fare quello che posso.


BE sembra essere sul prendersi cura di sé stessi e sul processo di andare avanti.

Jimin: Ho avuto il compito di ascoltare quello che i membri volevano includere nell’album, ma è più una fotografia sul presente che sui nostri sentimenti personali. Abbiamo parlato apertamente di come stessimo avendo un periodo difficile e di come stessimo facendo del nostro meglio per uscirne, e quello è diventato l’album.


In quanto project manager di BE, come sei riuscito a raccogliere e organizzare le idee di tutti i membri?

Jimin: Sono diventato il project manager perché Yoongi ha proposto che lo facessi, ma non pensavo che avrei dovuto fare da guida, pensavo dovessi solo fare in modo che gli altri membri potessero fare il loro lavoro in modo rapido e facile. Di solito questo significherebbe chiedere le loro opinioni, o far passare le opinioni avanti e indietro con la compagnia. Quindi raccoglievo le idee, le organizzavo, e dicevo “Queste sono alcune delle idee che abbiamo. Cosa ne pensate?”. Lo richiedevo, e se dicevano che andava bene, le passavo alle compagnia, e se scrivevano una canzone inviavo anche quella.



Come ti sei comportato con i membri che ci mettevano troppo con le loro idee? (risate)

Jimin: Li chiamavo per nome sulla chat di gruppo, così dovevano rispondermi. (risate) Ogni volta che nominavo qualcuno o altri non avevano ancora detto la loro idea, tutti gli altri rispondevano “Fate in fretta, ragazzi!” e me le mandavano.


Sembra bello che uno dei membri sia il project manager. (risate) Come avete fatto a far combaciare tutte le idee diverse?

Jimin: Quando abbiamo iniziato, ci siamo seduti per un’ora e abbiamo detto: Se vi sentite oppressi, fate una canzone su quello; se volete dare speranza agli altri, scrivete una canzone piena di speranza. Troviamo un argomento e iniziamo da lì. Dato che siamo sette, e l’album è sugli avvenimenti attuali, mettiamo uno skit così da avere sette tracce; non mettiamo assoli. Facciamo qualcosa su cui possiamo lavorare insieme.


Questo approccio deve essere stato diverso rispetto a come avete lavorato nei vostri album recenti.

Jimin: Non abbiamo mai detto cose come “qualcuno farà questa canzone e qualcun altro farà questa”. Prendevamo una canzone dicevamo “Chi vuole fare questa? Chi vuole fare quella?”. Sono diventato più ambizioso, e volevo che gli altri membri riconoscessero il lavoro che facevo. E dato che è divertente lavorare insieme, ogni volta che facevo qualcosa, volevo fargliela sentire subito. Mi piaceva quando mi facevano i complimento, il che ha reso tutto più divertente. Quando le canzoni saranno completate, spero che i fan saranno in grado di cogliere tutte queste sensazioni esattamente come le abbiamo sentite noi, anche se ci sono canzoni che non sono finite nell’album. (risata) E’ stato molto divertente.



Potremmo dire che, oltre al portare ai fan delle canzoni, anche il processo di creazione in sé è importante.

Jimin: Un po’ di tempo fa ho imparato qualcosa su me stesso: sono il tipo di persona che ama essere amato. Guardando al passato, ho realizzato che non è solo per il lavoro, ma anche essere amato dai miei amici, la famiglia, i gruppi, i fan. E’ stato molto difficile mantenere queste connessioni, ma mi sono sentito rincuorato quando ho capito che l’amore riesce a mantenere queste relazioni. E’ stato come prendere qualcosa solo per me.


A parte semplicemente l’essere amato, è una soddisfazione emergere dallo sforzo coinvolto e il sprofondo sentimento di fiducia che si forma?

Jimin: Pensavo molto spesso a quello che ricevevo da loro, più che quello che stavo facendo per gli altri. Anche se in fondo non devo niente in cambio ai membri o ai fan, sento un profondo e sincero apprezzamento per tutte le cose che fanno per me. Ho sempre visto le persone per quello che sono, persone a cui non importava di me. Invece che mandarli via, ho semplicemente iniziato a non preoccuparmene. Di contro ho iniziato ad essere più onesto emozionalmente con chi invece si prende cura di me.


E’ diventato difficile poter esprimere questo tipo di sentimenti ai fan in questi giorno. L’unica scelta è davvero parlar loro attraverso le canzoni. Qual è il tuo messaggio questa volta?

Jimin: C’è un messaggio in ogni album e in ogni video musicale che facciamo; ma non dovete capire il messaggio per forza, spero solo che vi divertiate a sentire e vedere. Quella è la cosa più importante. Spero davvero che vi piaceranno le canzoni e i video che ho creato non per gratificazione personale, ci ho messo molta cura e mi sono allenato molto per darvi qualcosa di perfetto.


A proposito, credo che il tuo ballare e cantare siano cambiati un po’. Le tue performance di “Black Swan” e di “Dynamite” sono completamente diverse, ma forse per il fatto che la tua silhouette è cambiata, il sentimento della tua danza è diventato più consistente. In quando danzatore, cosa vuoi esprimere?

Jimin: Spero solo che le mie emozioni passino. Voglio solo che le emozioni che metto nel ballare, nelle azioni, e nel canto siano percepite. Quindi ho avuto molti riscontri, ho chiesto in giro, ho fatto delle ricerche e ho scoperto che per ogni emozione che si vuole esprimere sul palco, è necessario un certo tipo di fisico. Abbiamo tutti fisici diversi. Per poter ottenere il corpo che esprimesse al meglio le mie emozioni sul palco alla mia età, sono stato in dieta ferrea, ma adesso non la seguo più come una volta. (ride)



Se si guarda il tuo ballo in “Dynamite”, il tuo corpo, specialmente quando ti giri, sembra diverso da prima. Sembri più leggero. Che effetto ha il tuo nuovo fisico sulle tue mosse di danza?

Jimin: Il mio fisico ideale è intorno a 58 chili, quindi ho fatto una dieta e ho perso 5 chili. E’ lì che ho capito che era il look che volevo mostrare a tutti. Non riesco ad essere oggettivo su me stesso, ma c’era una certa atmosfera che volevo creare. In passato cercavo in tutti i modi di essere senza fronzoli, e concentrandomi meno sul provare cose nuove e più sul non fare errori, mi sono impedito di migliorare. Ma in “Dynamite” ho provato espressioni che non avevo mai provato prima. Volevo far capire alle persone mentre guardano il video che ero davvero concentrato nel farla, quindi per questa canzone ho provato ad essere sentimentale e – come dire – ho anche provato ad essere “suave” (risata) e anche divertente. Alla fine mi sono concentrato sul rendere un’immagine per intero piuttosto che concentrarmi su elementi singoli.


E cosa volevi mostrare?

Jimin: Non abbiamo potuto fare un vero spettacolo durante il COVID-19. Volevo dimostrare che non abbiamo sprecato tutto il nostro tempo ma che siamo andati avanti, e che continuiamo a lavorare sodo. Ma dimostrare il “lavorare sodo” attraverso la danza risulterebbe faticoso, quindi ho sorriso e ho ballato mentre filmavamo “Dynamite”.


Come è stato possibile? Non deve essere stato facile mantenere tutta la squadra motivata.

Jimin: Col diffondersi del COVID-19, ci è voluto un po’ per renderci davvero conto della nostra scalata nella Billboard Hot 100. Quando abbiamo controllato i telefoni e c’era scritto che eravamo primi siamo rimasti colpiti, ma era difficile a credersi, anche se stavamo tutti piangendo. (risata) Quando è arrivato il COVID-19 abbiamo pensato “Ah, passerà in fretta e torneremo presto a fare i tour”. La ragione era che abbiamo detto, anche se diventerà difficile, puntiamo tutto sul prossimo anno. Facciamo tutto il possibile e collassiamo. Il piano era quello, ma siamo rimasti molto delusi. E il peggio è stato che, quando ho sentito che sarebbe stato difficile fare delle performance quest’anno, la mia mente… si è come annullata. Avevo la mente vuota. Non potevamo neanche prendere una pausa, inoltre. Per altre persone è stato difficile ma noi abbiamo potuto continuare a lavorare. Non sapevo se esserne felice o triste. Non c’era una risposta a nulla. E’ stata davvero dura.



Come avete risolto la cosa?

Jimin: Se un intervistatore o chiunque altro mi chiedesse quale fosse il mio obbiettivo, gli direi che è quello di fare spettacoli con i membri per molto tempo, probabilmente è quello il mio obbiettivo principale; l’ho detto davvero al gruppo: voglio restare con voi per molto tempo. Credo che siamo riusciti a trasmettere bene questo sentimento gli uni con gli altri. Mi preoccupo spesso seriamente che il gruppo possa diventare esausto. Ma loro ridono tra di loro, si danno conforto. Abbiamo avuto più tempo per parlare tra di noi, quindi qualsiasi cosa stesse succedendo, potevamo sempre parlare davanti a una bevanda e far funzionare questa situazione.


Cosa ti fa prendere così seriamente il tuo lavoro?

Jimin: Voglio davvero amare questo lavoro in tutto e per tutto. Se vedessimo il lavoro come solo lavoro, faremmo tutto solo per i soldi, ma non ho mai pensato che le dinamiche del nostro gruppo, o la relazione che abbiamo con i nostri fan, sia basato su quello. Ma penso che se si è esausti mentalmente e fisicamente, il lavoro diventa un dovere, e le relazioni ne soffrirebbero inevitabilmente. E’ questo di cui ho paura.


La canzone “Dis-ease” parla di come ogni membro si sente riguardo al lavoro. Come ti senti tu nel lavoro?

Jimin: Non considero la mia professione principale, danzare e cantare, “andare al lavoro”. Ma quando sto facendo qualcosa con la telecamera di fronte, quello lo sento come “lavoro”. Cantare e esibirsi per i nostri fan non è un lavoro – è qualcosa che voglio davvero, davvero fare.



Hai aiutato a scrivere “Dis-ease”, vero?

Jimin: Il bridge. Lo stavo registrando con Pdogg e c’era una parte che non aveva la melodia, quindi – diciamo che ho improvvisato? - stavo canticchiando qualcosa senza pensarci, e mi ha chiesto di ricantarla. Gli ho chiesto se ne fosse sicuro, e mi ha chiesto di scrivere la melodie, quindi alla fine l’ho scritta.


Alcune delle altre canzoni in BE hanno qualcosa che lo ricorda, ma “Dis-ease” in qualche modo sembra particolarmente una canzone in stile old school hip hop coreano.

Jimin: L’ho pensato anche io. Mi è sembrato fosse vent’anni fa mentre la cantavo. La maggior parte della canzone è scritta da j-hope, quindi potrebbe essere solo la mia immaginazione (risata) ma quando l’ho cantata c’era un punto di domanda sul chi avrebbe fatto le parti cantate. Ho davvero fatto quello che volevo, quindi mi sono dovuto contenere (risata) ma è stato divertente.


Ci sono state delle parti dove le parti cantate sono state cambiate mentre registravate? Ci sono molte parti in BE dove usi quasi la tua voce normale di quando parli.

Jimin: Di solito ho già un’idea in mente quando canto, ma questa volta non è andata così. In particolare “Life Goes On” - quella canzone non parla di me, ma non ho potuto fare a meno di empatizzare con lei, quindi sin dall’inizio delle esibizioni non ho dovuto pensare a come sarebbe dovuta suonare la mia voce. Non pensavo a una mia emozione in particolare che volevo esprimere, Ho solo registrato esattamente i sentimenti che provavo mentre cantavo.


C’è una canzone intitolata “Telepathy”. Quando avete fatto un video delle vostre produzioni su YouTube, il gruppo ha menzionato l’idea della telepatia, il che mi fa pensare che stesse indirizzando la canzone direttamente ai vostri fan. Se potesi parlar loro attraverso la telepatia, cosa diresti?

Jimin: Le persone hanno buon cuore, e spero non smettano mai. Mi hai chiesto della telepatia, ma credo che abbiamo davvero una connessione telepatica con i nostri fan. Non è chiarissima o altro, ma credo che se siamo sinceri loro riescono a percepirlo in qualche modo. Credo sia per quello che i nostri fan ci supportano e sono sempre al nostro fianco.



E per quanto riguarda dall’altra parte? Tu cosa vorresti sentir dire dai tuoi fan?

Jimin: Una cosa di cui sono sempre curioso, dei nostri fan, è su cosa siano le cose difficili nella loro vita. Cosa li preoccupa, cosa li fa sentire felici – sono davvero curioso di saperlo. Anche noi abbiamo le nostre difficoltà, quindi mi chiedo sempre se c’è qualcuno nelle vite dei nostri fan che chieda loro se stanno bene. Spero che le cose migliorino in fretta, che la gente resista, e che gli adulti rispettino le regole. I bambini non hanno molte opzioni al momento per fare le cose che vogliono fare. Immagino che molti bambini vedano tutto questo come una cosa forzata dagli adulti, quindi spero che questi ultimi speghino in modo appropriato la situazione ai bambini così che possano aiutarsi a vicenda, per mettere fine alla pandemia.


Le notizie dicono che hanno creato un vaccino per il COVID-19, quindi potreste essere in grado di incontrare i vostri fan prima o poi. Cosa direte loro quando finalmente potrete vederli?

Jimin: Non credo che diremo niente. Ci guarderemo gli uni con gli altri per un lungo momento. E se fossi in grado di dire qualcosa, probabilmente direi “Ce l’avete fatta. Adesso torniamo a passare dei bei momenti insieme.”



Traduzione a cura di BTS Italia (Silvia) Prendere solo con i crediti

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