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[TRAD ITA] Intervista Weverse - Jin

Jin: “Sembra quasi che i miei ricordi degli ARMY siano un sogno”

Durante tutta l’intervista, Jin rimane calmo e composto. Ma, mentre le sue parole iniziano come quelle di una normale conversazione, presto diventano come quelle del protagonista di un drama chiamato BTS.


Tu hai contribuito al testo di “Stay”

J: la canzone si apre con una domanda: “Che cos’è un sogno?” Sono stato io a pensare a questo tema. Prima potevamo vedere i nostri fan, ed era fantastico, ma ora questo non è più possibile. Mi è sembrato quasi di aver avuto un sogno. Volevo dire “Eravamo così felici prima, ma ora la vostra esistenza mi sembra quasi sia stata un sogno.” Ho pensato all’intro, poi ho parlato con RM, che mi ha aiutato molto.


Suppongo che il testo si rifaccia al COVID-19.

J: Ho scritto il testo della canzone due o tre mesi fa, quando la pandemia non sembrava migliorare. Volevo fare un altro concerto e, come dicevo, i miei ricordi coi fan mi sembravano quasi un sogno: Ah, erano sempre qui con noi, e poi sono spariti, come in un sogno. lo è stato davvero? Ci rivedremo mai? Quel tipo di pensieri


Sembra che tu abbia avuto difficoltà ad adattarti a questa situazione.

J: Si. Tutto questo ha fatto parte della nostra vita per anni, quindi mi è quasi sembrato di aver perso una parte della mia vita. Quando le nostre giornate lavorative erano piene, mi veniva di pensare a come sarebbe stato non avere un lavoro. Ma quando abbiamo davvero smesso, qualsiasi cosa facessi diventava insignificante, indipendentemente da quanto impegno ci mettessi. Sono abituato ad avere sempre molte cose da fare quindi, quando mi sono ritrovato a non fare nulla, mi sono sentito insicuro. Questa sensazione di insicurezza mi ha fatto riflettere su ciò che mi piaceva fare, su cosa potessi fare per essere felice, al di fuori del lavoro.

Credi che questo concetto sia stato incorporato in BE? Già solo dalle foto dell’album, si nota come abbiate espresso i vostri pensieri attraverso le vostre camere.

J: La mia camera era quella fatta di pietre preziose. Quando mi hanno chiesto cosa volessi fare per la mia camera, ho deciso di usare questo concept. All’inizio mi sono immaginato steso in mezzo alle pietre preziose e V, che era il direttore visual, pensava stessi scherzando. (ride) “Cosa intendi con pietre preziose? Dovresti decorare una camera”. Nonostante questo, abbiamo continuato con quell’idea iniziale, perché era ciò che continuavo a immaginare. Alla fine, la camera non era come quella della mia idea iniziale, ma risalto comunque molto nelle foto, quindi sono soddisfatto del risultato.


Perché le pietre preziose?

J: Beh… mi reputo una persona abbastanza libera, con una mentalità da “faccio-ciò-che-voglio”. In quel periodo le pietre preziose mi intrigavano, quindi ho scelto quelle. Per via della pandemia, quest’anno ho avuto molto tempo per pensare a ciò che volevo fare e per provare cose nuove: suonare il piano, giocare coi videogame, non giocarci, incontrare gente diversa. Tuttavia, non so ancora cosa mi piace. Non credo di aver mai pensato molto a me stesso, al di là del lavoro. Credo che la miglior risposta che ho trovato sia “fai ciò che vuoi fare in quel momento.” Sii sincero con te stesso. Sono una persona che preferisce provare, più che pensare. Alcuni potrebbero dirmi che dovrei avere un piano per il futuro, ma io non ne ho (ride). Credo di fare davvero ciò che voglio.


Cosa intendi con “fare ciò che vuoi”?

J: Come dicevo prima, sono una persona che si concentra sul presente, lasciandosi il passato alle spalle, e senza preoccuparsi troppo del futuro. So che non dimenticherò mai i bei momenti passati con altre persone, ma tendo a dimenticarmi delle brutte esperienze del passato, e sono molto soddisfatto della mia vita di oggi e di lavorare duramente. Come può qualcuno sentirsi felice per qualcosa successa in passato, per quanto essa sia stata felice? Potresti essere più felice oggi, dopo aver trovato 10 000 won (circa 10 euro, N.d.T.) per terra, di quanto lo fossi ieri ad averne guadagnati 100 volte tanti. Credo di essere più sincero con me stesso vivendo nel presente, piuttosto che pensare al passato o al futuro.


Anche se sostieni di fare ciò che vuoi, non ci sono comunque delle cose a cui presti attenzione, essendo parte dei BTS?

J: Ci sono determinate regole, ad esempio non passare con il rosso, che devono essere seguite. Se passassi con il rosso, ad esempio, rischieresti di causare un incidente. Questo tipo di cose io le categorizzo come qualcosa che non va fatta, quindi non penso nemmeno a volerle fare.


Sembra quasi auto-disciplina (ride)

J: È come non passare con il rosso per non farti male. Posso essere felice nel mio presente fino a che faccio qualcosa che non dovrei. Alcuni potrebbero esserne frustrati, ma queste persone potrebbero anche essere le stesse che passano col rosso (ride).


La canzone “dis-ease” cattura il pensiero di ogni membro riguardo al lavoro. Per te è particolarmente difficile dividere la vita dal lavoro? Alla fine, la tua vita è influenzata da ciò che fai per vivere.

J: Per me, il lavoro è ciò che rende molte cose nella mia vita possibili. Naturalmente, ci sono momenti in cui sono stressato dal lavoro, ma ciò che faccio mi rende molto felice, perché mi ha fatto vivere delle esperienze spettacolari. Delle volte è interessante, delle volte estenuante. Credo di provare un intero spettro di emozioni grazie a quello che faccio. Vivo la mia vita in questo modo per via del mio lavoro, per così dire.

Proprio come te, anche gli altri hanno espresso ciò che hanno provato attraverso BE. Escludendo Stay, i quale altra canzone ti ritrovi di più?

J: Non ci ho mai davvero pensato, ma ciò che posso dirti è che la mia canzone preferita è “Blue and Grey”, di V. Mi è piaciuta dal primo ascolto, infatti ho ascoltato la demo molte volte.


Com’era la demo?

J: Quando V me l’ha passata la prima volta, la parte rap non c’era ancora. Non c’erano versi per il rap, ma la canzone era particolare. In quelle parti (dove ora ci sono i versi dei rapper, N.d.T.) c’era solo la base, quasi a volerti dare il tempo di riflettere su te stesso. Ovviamente, mi piace anche con i versi rappati, ma mi piaceva molto che ci fosse quello spazio per riflettere. È passato molto tempo dall’ultima volta che mi è successa una cosa simile con una demo: la prima volta è successo con “Spring Day”, la seconda “Blue and Grey”.


Sembra quasi tu abbia trovato la canzone giusta per riflettere, proprio quando ne avevi bisogno.

J: Si. Prima di debuttare, avevo un chiaro obbiettivo in mente: debuttare. Ho inseguito quel sogno, fino a che non lo abbiamo raggiunto. Dopo di che, mi sono fissato sul rilasciare una hit, dopo ancora sul vincere premi importanti. Dopo quelli ci sono stati altri riconoscimenti, come i Billboard, uniti a molte esibizioni, ma non sono mai stati dei veri e propri obbiettivi da raggiungere come, al tempo, lo era stato il debutto. Sono semplicemente felice di lavorare. Ogni momento è fantastico ed è come la mia vita. Non è come quando pensavo al debutto, perché quello era un obbiettivo preciso. Ora, penso a vivere senza pensarci troppo. Forse è più un meccanismo di difesa, che un vero obbiettivo.

Un meccanismo di difesa?

J: Quando cominci a pensare, potresti, in un certo senso, demoralizzarti da solo. Quindi, finché non ci penso troppo, posso lavorare sodo. Forse, per questo lo definisco un meccanismo di difesa: se mi fermo e ci penso, potrei trovare troppi modi per abbattermi.


Ma se pensi a qualcuno che ha raggiunto i tuoi traguardi, non credi che sia giusto per questa persona esserne fiera?

J: Certo, ma io sono anche un membro dei BTS. Pensare a ciò che ho fatto come individuo è quasi come un fardello. Fino a che abbiamo lavorato a Map of The Soul: 7, non mi sentivo così, ma pensavo “ok, abbiamo fatto un buon lavoro, sono soddisfatto”. Ma dopo che Dynamite ha raggiunto i vertici di Billboard hot 100, iniziando questo nuovo percorso, mi sono chiesto se davvero mi meritassi tutto questo.


Cosa ti ha fatto pensare in questo modo? Alla fine, hai già avuto modo di tagliare grandi traguardi in passato.

J: Era tutto il giorno che aspettavo che la classifica uscisse e poi, poco prima di andare a letto, Namjoon ha scritto sulla nostra chat di gruppo. È stato in quel momento che ho realizzato che eravamo in prima posizione! Ero molto felice, ma c’era qualcosa di diverso, forse dovuto al non poter vedere i fan. Dopo. “Dynamite”, i nostri fan sono aumentati, e le persone per strada mi dicevano cose come “Sono un vostro grande fan” o “Grazie per far conoscere la Corea al resto del mondo”. Da li ho cominciato a pensare “Merito davvero queste congratulazioni e questo amore? Questo non sono io- io sono diverso”. Ora mi è un po’ passata, ma fino a qualche giorno fa, sentivo così tanta pressione da non riuscire a lavorare.

Come sei riuscito a lasciarti quella pressione alle spalle?

J: Semplicemente, me la sono lasciata alle spalle. Proprio come con il COVID, con cui non possiamo fare altro che attendere che tutto vada meglio. Poi, dopo che “Dynamite” ha raggiunto i vertici delle classifiche, siamo stati molto impegnati, quindi non ho avuto più tempo di interrogarmi su queste cose, perché dovevo concentrarmi su altro. È così che ho resistito.


Magari, avere i fan accanto ti avrebbe fatto sentire meno sotto pressione. Magari, (la loro assenza, N.d.T.) rende tutto meno significativo rispetto al passato.

J: Abbiamo fatto e lavorato così tanto, ma il risultato non è così entusiasmante come in passato, vero?

La… L’euforia, forse?... non è proprio li. C’è una grande differenza tra esibirsi per un pubblico, e farlo per una telecamera. L’esibizione, di per sé, è sempre difficile, e devo riproporla per mesi,ma quando mi esibisco per le persone mi sento vivo.


Avessi avuto modo di esibirti con “Dynamite” di fronte ai fan, forse saresti stato più sicuro di quel primo posto, e avresti sentito più amore.

J: Voglio mostrare e dare il meglio di me quando sono davanti ai fan, indipendentemente da tutto. È molto più divertente quando loro sono proprio li di fronte a noi. Quando siamo coi fan, non penso a nient’altro. Le persone che non si esibiscono come noi, quando si divertono, non pensano ad altro se non a divertirsi. Per me è così quando sono coi fan. Quando sono con loro, non penso a nient’altro, perché li ho li davanti. Penso solo a divertirmi, dimenticandomi del resto.


Si spera che, tornando a rivedere i vostri fan, tu tornerai a sentirti come prima.

J: Inizialmente pensavo che mi sarei messo a piangere dalla gioia. Ma lo farei davvero? Non credo. All’inizio pensavo di si, ma ora credo sarà più come tornare a casa. Dipende a chi lo chiedi, ovvio, ma non credo che molti piangerebbero tornando a casa dopo un periodo di lontananza. Credo mi sentirò come se fossi tornato nel luogo a cui appartengo.

Emozionalmente parlando, sembrerebbe che per te l’amore dei fan sia molto importante.

J: Hai ragione: ricevere amore dai fan è ciò che mi rende felice. A cosa lo potrei comparare? A quando un bambino è abituato a ricevere costantemente amore dai suoi genitori, che un giorno partono per un viaggio di lavoro di 10 mesi. È così. Cerco sempre di far ridere i nostri fan, di farli star bene comportandomi carinamente, ma è come se i miei genitori fossero in viaggio da 10 mesi e io cercassi di fare il tenero durante una videochiamata. È così che mi sento. Quindi, per favore, concludete il vostro viaggio di lavoro in fretta, così che vi possa mostrare di nuovo quanto sono carino! E, al COVID-19 dico: sparisci, per favore (ride).



Traduzione a cura di BTS Italia (Bea)

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