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[TRAD ITA] Intervista Weverse - V

V: “Vorrei tornare a stare insieme agli ARMY, e ridere con loro”

Durante il servizio fotografico, V indossa una diversa espressione in ogni foto sullo schermo; creano tensione, attesa, perché non c'è modo di sapere cosa avrebbe fatto anche il secondo dopo. Ma il risultato è bellissimo, dall'inizio alla fine. È V.


Come stai, ultimamente? È da molto che non riuscite a vedere i vostri fan.

V: Non mi sto stressando più del dovuto sul fatto di non poterli vedere faccia a faccia, ora come ora. Vorrei semplicemente vederli quando sarà sicuro poterci incontrare. Attualmente, credo di poter aspettare fino a quel momento.


Come recita la vostra canzone, “Life Goes On.” Hai deciso di proseguire con la tua vita.

V: Abbiamo dovuto farlo. Non possiamo sentirci abbattuti per sempre. Mi sono sentito molto meglio, dopo aver scritto qualche canzone.


A parte lavorare su “Dynamite,” avete trascorso davvero poco tempo fuori casa. Come passi il tempo, quando sei da solo?

V: Mi piace molto divagare con la mente, quindi resto anche delle intere ore chiuso in camera a non fare nulla. Posso anche provare a mettere su un film, ma non riuscirei a concentrarmi e finirei per distrarmi. Quando mi capita, è come se vivessi senza alcun pensiero o riguardo verso il resto del mondo. Forse un giorno dovrei scriverci una canzone, su questa cosa. Probabilmente, si chiamerebbe “Alienato” (ride). Comunque, ultimamente sto cercando modi per tenermi allegro.


Trovato nulla?

V: Beh, ultimamente sto ascoltando degli album. Si sta avvicinando il Natale ed io amo la neve, quindi ho comprato due o tre album natalizi da ascoltare. Ascolto sempre vecchie canzoni Jazz di Frank Sinatra e Sammy Davis Jr.

Frank Sinatra è una ventata d'aria fresca, come un bicchiere di vino freddo; Sammy Davis Jr. è estremamente talentuoso. (Ride)



Sono questi quindi i cantanti per te fantastici.

V: Sono stati entrambi per me grande fonte di ispirazione, mentre lavoravamo su “Dynamite.” Sinatra possiede un linguaggio del corpo tipico del Jazz, inserendo comunque anche un po' di disco, in mezzo. E mi sono immaginato come Sammy Davis Jr. danzerebbe se ci fosse un microfono sul palco e avrebbe dovuto danzarci intorno. Sono stati di grande aiuto mentre cercavo un modo per mostrarmi allegro e allo stesso tempo affascinante in “Dynamite.”


Immagino che la realizzazione di “Dynamite” sia stata di qualche consolazione mentre non potevate incontrare i fan a causa del COVID-19.

V: Non abbiamo potuto realizzare concerti né vedere gli ARMY, perciò ci siamo sentiti sempre più esausti. Ci sembrava una battaglia senza fine. Volevamo davvero tanto vedere gli ARMY stare meglio, ecco perché è stato d'obbligo risalire sul palco e realizzare un nuovo album, così da sconfiggere questa cosa tutti insieme. Vorrei essere quell'amico che è sempre pronto a rallegrare gli ARMY, ma non ci sono molti modi per farli stare meglio.


Com'è stata l'esperienza con “Dynamite”? Siete riusciti a raggiungere la prima posizione nella Billboard Hot 100, inoltre avete avuto l'opportunità di esibirvi in molti stili diversi.

V: Girare per Tiny Desk è stato un lavoro molto naturale, molto piacevole. Ma in realtà, con la situazione che è quel che è, non la abbiamo davvero sentita così tanto. Ovviamente, il giorno in cui è uscita la notizia è stato emozionante. È stato fantastico, in realtà, ci siamo chiamati l'un l'altro e alcuni di noi ridevano, altri piangevano: “In fin dei conti non abbiamo preso la decisione sbagliata! Alla fine abbiamo avuto un'occasione — era davvero una cosa realizzabile!”


Mentre ti esibivi con “Dynamite,” stavi anche lavorando come direttore artistico per BE. Sicuramente eri impegnato in modo inimmaginabile a scattare foto, sei riuscito a comunicare bene con gli altri ragazzi?

V: La comunicazione è andata liscia come l'olio; ho ascoltato ogni singola loro idea per quanto riguarda il concept, e attorno a ciò ho organizzato il tutto. Se avessimo provato qualcosa di troppo semplice, non sarebbe stato creativo a sufficienza, quindi ci siamo impegnati al massimo per trovare un equilibrio.


Hai fatto sedere tutti al centro, circondati da un set disposto in modo simmetrico.

V: È stato possibile grazie alle idee di tutti. Non c'era sovrapposizione di oggetti, e ciò ha in realtà permesso che ricreassimo un senso di coesione ponendo tutti i diversi materiali di scena in modo simmetrico. Non era stata pensata per essere simmetrica; ognuno dei membri ha davvero scelto qualcosa di unico.


Nella tua stanza, hai incluso un violino e una stampa.

V: È una foto che io stesso ho scattato. Mi piacciono le foto e i dipinti, ma se avessi scelto un'opera d'arte qualsiasi, avrei usato quella di un artista specifico, quindi ho pensato fosse meglio usare una delle mie foto. Alla fine ho scelto il violino perché ho imparato a suonarlo ma anche per la mia passione per la musica classica e per il jazz.

Come credi sia stato il risultato?

V: L'ho realizzato io, è ovvio che mi piaccia. (Ride) Una parte di me pensa che avrei dovuto tentare qualcosa di più artistico. BE avrebbe dovuto dare l'aria di una rivista o di un poster, dato che non abbiamo scattato troppe foto, ma alla fine ha assunto un tono più spontaneo. Ma ho davvero pensato che la prossima volta che proveremo a curare un servizio fotografico, dovremmo cercare di distaccarci un po' da quel tipo di immagine, naturale. Il gruppo ha chiaramente spiegato le proprie idee, ed erano abbastanza semplici perché venissero realizzate, ecco perché credo che sia andato tutto davvero liscio come l'olio.


Sembra non ci siano stati problemi nello scegliere le canzoni per BE. Come ti sei sentito mentre registravi le tue parti nelle canzoni degli altri membri?

V: Mi piace “Dis-ease,” scritta da Hobi, ma a livello stilistico è stata una sfida. È davvero distante dal mio stile personale, ci ho messo molto per abituarmici. “Fly to My Room” era la mia canzone preferita, ma è stata anche la più difficile da cantare. All'inizio andava bene, ma poi si è inserito Jimin.


In che senso, Jimin?

V: Siccome ho dovuto tenere il passo di Jimin, la canzone è salita forse di tre chiavi. Pensavo di morire. (Ride) All'inizio era la mia canzone preferita, ma è diventata davvero troppo difficile da cantare.


Perché hai dovuto cantare così?

V: Jimin si è scusato che non riusciva a scendere più di quello. (Ride) La prima volta che ho ascoltato la versione demo, la chiave era perfetta per me, ho pensato sarebbe suonata benissimo e che l'avrei assolutamente dovuta fare. Ma poi anche Jimin ha detto che gli sarebbe piaciuto partecipare, e allora ho detto "fantastico, lavoriamoci insieme". E alla fine ci siamo trovati tre chiavi sopra. Allora ho aggiunto "Vabbè, che problema c'è, forse dovrei rinunciare io". Ma, beh, alla fine tutto è andato bene. C'è stato un lieto fine (ride).



Forse la gente sentirà meglio quella parte, vista la chiave così tanto alta. (Ride) Il suono delle vostre voci combinate e il modo in cui fanno contrasto è davvero incisivo.

V: Sì, ma tolto ciò, è stata quasi una battaglia. (Ride) Il ritornello è anche molto lungo. Credo si ripeta, tipo, quattro volte?


Sì, sembra non finire mai. La produzione è davvero particolare. Mi piace il modo in cui le emozioni vengano tratteggiate lungo tutta la traccia.

V: Concordo, ma è così lunga. Il ritornello è davvero assurdo, sembra quasi stessi spingendo a colpi la melodia nelle orecchie delle persone. (Ride) È un buon ritornello, ma è tutta la melodia ad essere orecchiabile. Ogni volta che ascoltavo la base, ne venivo assorbito totalmente. Il modo in cui le voci spiccano sulla base e la melodia stessa sono così originali e divertenti che dovevo per forza parteciparvi.


Che indicazioni hai dato agli altri membri mentre cantavano la tua canzone, “Blue & Grey”?

V: Non ho dovuto realmente dar loro molte istruzioni. Ho detto loro sarebbe stato bello se avessero pensato ai loro problemi e se poi avessero provato a guarire quelle ferite attraverso la loro voce, dal momento che, se si fossero concentrati su quel tipo di emozioni, la canzone avrebbe assunto molta più emotività. Hanno fatto tutti un ottimo lavoro nel dar voce a quei sentimenti che io non sono stato in grado di esprimere.


Sembra che intendessi “Blue & Grey” come una canzone malinconica. Ho sentito che originariamente avevi l'intenzione di inserirla nel tuo mixtape.

V: Ho scritto “Blue & Grey” quando mi sono trovato nel mio punto più basso, mentre mi stavo chiedendo, in realtà, se sarei stato in grado di continuare col mio lavoro o meno. Anche le parti divertenti del mio lavoro erano diventate un obbligo, e la mia esistenza mi sembrava senza uno scopo. “Da qui, dove vado? Non riesco a vedere nemmeno la fine di questa galleria". Questo genere di pensieri mi fa molto male.


C'era un motivo dietro a tutto ciò?

V: È stato quando il lavoro era un'enorme sfida. Se sono felice, ho voglia di lavorare, e se sono felice, posso sorridere e vedere i fan, ma c'era così tanto lavoro da fare. Sono una persona alla mano, sai, rilassata, ma mi hanno portato al limite e stavo per scoppiare. Ciò che voglio dire, stavo passando davvero un periodo difficile, pensavo a cose come: “Alla fine di tutto cosa mi aspetta? È importante avere successo, ma sto anche cercando di essere felice, e allora com'è possibile che ora non lo sia?” È lì che ho iniziato a scrivere “Blue & Grey.”


Quindi scrivere la canzone è stato un modo per portarti un po' di serenità mentale.

V: C'è stato un tempo in cui ho attraversato un momento simile. Stavo passando il mio periodo peggiore, non sarei più riuscito a trascinarmi dietro quel tipo di emozioni. Ma al contrario, avrei potuto usarle come fertilizzante. Così mi sono preso cura di quel sentimento, buttandolo costantemente giù con la penna, in note. Ho semplicemente continuato a buttare giù tutto a parole, e quando finalmente ho sentito di voler provare a scrivere una canzone, l'ho fatto. Dopo che ho terminato la canzone, mi sono sentito realizzato, ed ecco come sono riuscito a lasciare andare “Blue & Grey.” È stato un modo in cui ho voluto provare a superare i miei problemi.



Le canzoni che scrivi o che canti in solo hanno tutte un'immagine simile: notte; solitudine; neve.

V: Mi piace la notte e l'aria che si respira in quell'ora, e anche quando nevica. Mi sono sempre piaciute queste cose anche da prima, ma ultimamente sento come se la neve o l'atmosfera della notte mi tenessero in vita. Possono essere parte della vita di tutti i giorni per alcuni, ma per me rappresentato dei momenti davvero speciali.


Ciò mi riporta alla fine di “Blue & Grey”: "Dopo aver disperso le parole in questo turbinio, Adesso mi addormento, è l'alba".

V: Non riesco realmente a dormire bene. Mi giro e mi rigiro, e vengo rapito da molti pensieri. Anche dopo aver spento tutte le luci, riesco a vedere ogni cosa perfettamente. Chiudo gli occhi, ma tutti i miei pensieri iniziano ad espandersi. E poi, a lavoro sono assonnato, ho lo sguardo perso nel vuoto, quando sono solo, le borse sotto gli occhi, ma se voglio evitarlo avrei bisogno di dormire davvero. Con la differenza che, per come sono fatto, non ci riesco. Ho scritto di ciò nel primo e nel secondo verso; un sentimento simile a: “quando mi blocco in questo circolo di pensieri, ogni cosa diventa grigia, e io sono completamente blu”. Ho espresso questi sentimenti attraverso una canzone, e ora che ci ripenso, in realtà l'ho superata. Mi sento molto più leggero. Ho lasciato le mie parole al vento, e adesso, all'alba, mi addormento. Bisognerebbe dormire di notte, ma ancora una volta sto dormendo il mattino. E allora dico "buonanotte", ma in realtà non è realmente una buonanotte. È più una cosa alla "svengo dalla stanchezza". Ho provato a esprimere ciò che provavo in momenti simili.


Cosa speri di suscitare negli ascoltatori, sentendo di quei sentimenti?

V: Piuttosto che un estraneo che dica loro di rallegrarsi, penso sia meglio dire qualcosa come “Sembri depresso, ultimamente,” o “sembra che in questi giorni ti è difficile tirarti su di morale”. “Blue & Grey” è la stessa cosa: “Ultimamente, ti senti depresso? Anch'io. Siamo nella stessa barca. Ti va di parlare di come ti senti? Vorresti stare meglio, vero? Lo so, a volte sembra di essere spazzati via da un vortice di stress”. Vorrei gli ascoltatori percepissero che sto comunicando loro qualcosa di simile.


È importante esprimere subito le proprie emozioni, quando se ne è così travolti.

V: Sì. Sono solito scrivere molte canzoni, quando mi sento emotivo, ma in questi giorni ho così tante cose diverse da fare che non riesco a scrivere nulla realmente. Ho provato a scrivere qualcosa prima, riuscendomi a ritagliare un po' di tempo, ma non ne è uscito nulla perché ciò che avevo provato era già sparito. Allora mi son detto: “Devi scrivere molto quando stai provando l'emozione!” (ride) E allora apro le note del cellulare e torno a quelle passate: “Ah, è così che mi stavo sentendo, in quel momento? Capisco. Beh, ero così, credo”. Così ho provato a scrivere “Blue & Grey” di getto, non appena ho provato una forte emozione.


Allora è importante rivivere quelle emozioni quando stai realizzando una canzone o scegliendo quali rilasciare?

V: Se non sei in grado di rivivere l'emozione, non riesci nemmeno a scrivere la canzone. Rilascio una canzone se sento che esprime chi ero e cosa stavo provando nell'istante in cui l'ho scritta. Anche registrandola alla perfezione, se il risultato è macchinoso, preferisco rilasciarne un'altra che sia più onesta, seppur imperfetta.


Le canzoni che hai selezionato nel tuo mixtape sono così?

V: Uhm … non saprei. È il mio primo mixtape, sai, sento molta pressione a riguardo. Penso ogni istante a che tipo di album dovrei fare, per sentirmene soddisfatto. La title è la title, tutti mi dicono di lasciarla com'è, eppure continuo a sentire il bisogno costante di metterci sempre di più.



Sei solito scrivere e scegliere le canzoni a seconda delle tue emozioni. Forse la pressione di realizzare il tuo primo mixtape deriva dal fatto che hai difficoltà con questa cosa.

V: Penso che ci sia ancora molto lavoro da fare. Forse è perché è il mio primo mixtape, ma è davvero dura. E sento sia un lavoro un po' pigro. La gente mi dice di rilasciarlo e vedere come va, ma preferisco sapere cosa c'è bisogno di migliorare, prima di farlo. Non voglio nemmeno che la title sia depressa. Voglio che sia ottimista, e che aiuti la gente a sconfiggere la sensazione di depressione. Ma non è semplice.


Ricorda molto ciò che i membri hanno voluto comunicare con “Life Goes On.”

V: Penso che abbiamo rappresentato la situazione attuale con onestà e in modo conciso. Stiamo continuando ad andare avanti, e avanti, e avanti. E andare avanti è dura. Ma non finisce qui. Vorrei tornare a stare insieme agli ARMY, e ridere con loro. Spero che in futuro saremo tutti felici e continueremo a dare il massimo, coltivando la speranza di un futuro felice.



Traduzione a cura di BTS Italia (Hanabi) Prendere solo con i crediti


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