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Wings Concept Book: Jimin

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Jimin.


Q: Devi aver sentito molte pressioni, dato che ti è stato affidato l’inizio di “Blood Sweat and Tears”. JM: Sono stato molto nervoso sin dall’inizio delle riprese. Bang Sihyuk PD-nim mi disse “Penso tu sia bravo, quindi fallo bene”, ma ancora mi sentivo un peso addosso. È che mi era stato dato il compito di dare la prima impressione di tutta la canzone. Credo di aver girato pensando “Devo farlo in ogni modo, quindi…”. Dopo aver ricevuto in anteprima la canzone, ho pensato “la canterò in questo modo”, e le cose sono iniziate ad andare per il verso giusto. PD-nim spesso mi ha detto di cantare Blood Sweat and Tears in modo sexy, quindi ho cercato di rendere quell’atmosfera rilassandomi e cantando con un tono delicato. Se sentiste come cantavo nelle prove, era davvero brutto (ride).

Q: Jin ha scelto te come membro che meglio rappresenta la canzone. JM: Se fossi stato l’unico a fare il mio lavoro bene, non credo l’esibizione sarebbe riuscita a sopravvivere. È stato un caso che la mia parte fosse proprio all’inizio, è per questo che ha detto una cosa del genere.  I membri ed io ne parliamo sempre, quando siamo insieme. L’espressione facciale di chi canta quella parte non è l’unica cosa importante. Alla fine gli altri membri devono mantenere l’atmosfera per trasmettere le emozioni che stiamo cercando di ricreare.

Q: C’è una parte che ti è venuta meglio di tutte? JM: Credo la parte iniziale. È davvero piaciuta ai fan. L’ultima volta che abbiamo fatto una diretta su V Live,  c’è stata una domanda tra quelle proposte come sondaggio ai fan, “che parte di quale canzone ti è piaciuta di più?” e molti hanno scelto l’inizio di “Blood Sweat and Tears”, quindi sono arrivato primo. Credo lo pensassero perché ho fatto un buon lavoro nel realizzare quel particolare pezzo (ride). Mi allenavo da due anni, ma quella volta ho controllato la dieta e perso 7 Kg in totale. Credo fossi diventato molto più delicato mentre ero a dieta. Anche mentre tutti insieme ci allenavamo nella coreografia, più che sentirmi affamato, sentivo di non avere più forze in corpo, che sarei potuto cadere a terra da solo. Non ci si poteva fare nulla, i membri si limitavano a guardarmi con sguardi empatici. Jin hyung mi diceva “Mangia con me. Perché lo stai facendo a questi livelli?”, ma gli rispondevo “No, devo farlo”, e ho continuato la dieta con regolarità.

Q: Come è stato il lavoro sul tuo solo, “Lie”? JM: Abbiamo lavorato in tutto per circa 3-4 settimane. Ne sono servite 1-2 per perfezionare il testo e creare la canzone assieme ai compositori, mentre per registrarla ci sono volute circa 2 settimane. È stato molto difficile. Dopo averla registrata, il risultato non mi piaceva, quindi l’abbiamo cestinata e registrata nuovamente. Abbiamo fatto tutto ciò diverse volte, è stato quindi molto stressante. Però il risultato necessitava di essere valido, quindi ho continuato a registrare, ascoltare, e pensare, finché non è venuto bene.

Q: Qual è stata la parte più difficile? JM: È stato difficile fin dal momento in cui ho ascoltato la traccia. Che tipo di testo e melodia avrei dovuto aggiungere a un tipo di canzone così? Fino ad allora non avevo mai pubblicato un mio solo, quindi “Lie” è stata la mia prima canzone sia come compositore sia come scrittore. Non starò mica facendo ascoltare alle persone che ascoltano il mio primo solo una canzone troppo difficile? Soltanto il pensare così rendeva le cose difficili. Sono stato preoccupato fino alla fine, ma molte persone hanno mostrato un riscontro positivo, più di quanto mi aspettassi, è stato allora che quindi mi sono sentito sollevato.

Q: Ti sei mai chiesto perché ti avessero assegnato tra tutti una traccia così difficile? JM: (Ride) Credo di averlo chiesto a molti, “penso sia troppo difficile, credi andrà tutto bene?”. Tutti mi dicevano solo che pensavano sarebbe andato tutto bene, ed io mi dicevo “Non va bene… non è la risposta che volevo sentire…” (ride).

Q: Comunque ce l’hai fatta. Ti senti come se fossi maturato molto? JM: Anche ora, non credo sia cresciuto così tanto. Quando guardo a ciò che sto facendo, mi sento frustrato. Penso anche “Perché non riesco a farlo?”, penso di riuscire a far di meglio, ma non riesco mai a raggiungere il mio obiettivo. E quando credo di aver raggiunto un qualche traguardo, quando torno a pensarci sembra sempre che io sia rimasto allo stesso punto. Ho passato dei momenti davvero difficili in passato per questa cosa. Perché le cose non migliorano mai in proporzione a quanto impegno ci metta? Ho pensato “come da aspettarsi,  il talento conta, e io non ne ho così tanto”. Penso sia per questo che mi sono allenato ancora più duramente. Dato che non ho talento, semplicemente faccio di più.

Q: Fino a che limiti ti alleni? JM: Ho diminuito davvero molto il tempo che passo a dormire. Prima di andare a scuola, mi svegliavo e mi allenavo, mi allenavo durante la pausa pranzo, mi allenavo ancora dopo scuola, mi allenavo fino all’alba, dormivo un pò e poi mi allenavo nuovamente prima di andare a scuola. L’ho fatto per circa un anno. Ma non aveva fatto molta differenza. Anche prima di tutto questo, è da tempo che prendo lezioni di canto, ma la mia prima volta è stata durante il mio anno da trainee, dopo aver iniziat a far parte dell’agenzia. Non sono mai stato bravo da subito a cantare. Ero un ragazzino non molto bravo a farlo, quindi allenarmi da solo era molto difficile. Cosa devo fare per allenarmi? Con cosa dovrei iniziare? Frasi di questo tipo erano sempre fisse nella mia mente.

Q: Mentre lavoravi a “Wings” non hai compreso la tua vera forza vocale? JM: molti dello staff me lo hanno detto. “La tua voce è davvero bella”. Non mi faceva troppo piacere. Volevo sentirmi dire “hai cantato la canzone molto bene, hai cantato bene”, ma sentivo di star solo coprendo la canzone con la mia voce. Tutti cercavano di dirmi belle cose  ma io ero l’unico ad esser negativo, senza motivo. “Perché sto ascoltando soltanto cose di questo tipo?”. Non credo ora di esser severo con me stesso come un tempo. È vero,  “anche io posso lavorare bene. Buttati”, ci sono molti più pensieri di questo tipo ora.

Q: Devi aver inoltre conquistato molta più fiducia in te stesso rispetto al passato. JM: Ah, davvero penso che stiamo iniziando a raggiungere ciò che vogliamo, poco a poco. Dall’altra parte però, ci sono alcune cose che mi fanno stare in ansia. Dato che il gruppo sta maturando in questo senso, sento l’aspettativa di doverlo fare anch’io. Prima, potevamo proteggerci l’un l’altro, ma ora, anche se cerchiamo di impedirlo, mano a mano alcuni membri stanno spiccando più di altri.  Anche se cerchiamo di proteggerci, siamo a un punto in cui non possiamo più farlo. Ecco perché credo che i nostri ruoli individuali siano più importanti.

Q: Qual è questo ruolo? JM: Parlo delle esibizioni che ogni membro ha portato sul palco. È quel ruolo che tiene viva ogni nostra emozione personale. Non sono molto sicuro dei ruoli occupati nel gruppo. Credo che prima dicessimo cose come ” Sono colui che ha il ruolo di chi ha fascino”, ma non credo che ci sia qualcuno che abbia mai avuto compito di recitare, o di cantare. Siamo cantanti, e non ci esibiamo tutti allo stesso modo? È importante non scordarmi che l’unica cosa che davvero ho è il palco, e di fare del mio meglio con questo pensiero in mente.

Q: all’inizio dell’anno scorso avevi espresso le tue preoccupazioni sulle tue capacità vocali, sul Blog. JM: Anche ora, sto cercando di risolvere questo problema. Credo sia il mio compito da quando sono cantante. Per farti capire fino a che punto ci tenga, vorrei rinunciare agli impegni coi BTS per anche tre mesi e prendere lezioni di canto, come se fossi a un campo di allenamento. Ecco quant’è che vorrei migliorarmi.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

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