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Intervista di RM per 032c







Quando ho incontrato il rapper, compositore, e produttore K-pop RM, sentivo un senso di urgenza nel suo comportamento. Aveva appena lasciato il suo studio di registrazione per finire il suo prossimo album da solista dopo "Indigo" (2022), prima del suo servizio militare obbligatorio, che durerà 18 mesi. Da bambino, RM - Kim Namjoon per gli amici - voleva scrivere poesie, ha iniziato a rappare a 15 anni dentro a un club underground a Seoul.

Al tempo, erano in presenza 18 persone. Oggi, il gruppo BTS, di cui RM (adesso 29 anni) ne è il leader, è il piu’ grande gruppo K-pop in Corea - se non nel mondo. Un articolo di "Forbes" ha notato che i BTS (acronimo che sta a significare Bangtan Sonyeondan -Bulletproof Boy Scouts ma è stato cambiato per significare Beyond the Scene) è l’unico gruppo nella storia della Billboard Global 200 a ottenere il primo posto per un singolo ogni anno dall’inizio della classifica dal 2020. Il "The New York Times" ha descritto il gruppo, il cui è stato formato dai suoi sette membri nel 2010 e al momento è in hiatus, come un “juggernaut” (termine inglese per descrivere una forza indistruttibile, reale o metaforica). In una calda giornata di fine agosto, mentre andavo a tenere l’intervista, mi sono imbattuta in alcune emozionate ragazze, giovani fan asiatiche, che uscivano di fretta da un van per mettersi in posa vicino all’insegna della HYBE, davanti alla sede della multinazionale d’intrattetimento.

In precedenza conosciuta come Big Hit Entertainment, HYBE ha aperto il suo edificio di nuova costruzione a Marzo del 2021. Il grattacielo dall’aspetto minimalista è diviso in tre parti, sui suoi 19 piani in superficie e 7 sotterranei: la “sezione per il benessere dei dipendenti”, completa di una palestra, è al piano più alto, poi ci sono i nove piani per gli uffici, e sotto ci sono sei piani per la produzione dell’intrattenimento. Ci sono anche un museo dedicato ai BTS, una suite attico, e alta sicurezza.

Sono stata portata in una sala meeting ordinata ma ordinaria, al posto dell’elegante studio di registrazione nell’attico di cui avevo sentito parlare, e vengo presentata ad RM. Ha i capelli corti e indossa una camicia marrone estiva con una stampa divertente. RM sembra calmo e amichevole, ma poi c’è quella urgenza.



FIONA BAE: Il tuo album da solista, "Indigo" è incentrato sulla ricerca della tua identità. Come ti sei evoluto negli ultimi... otto mesi dal suo rilascio?

RM: Sono successe molte cose, sia personalmente e professionalmente. Sono stato spezzato e rimesso in sesto così tante volte. Ho realizzato che la persona che penso di essere non esiste veramente.


Come ti definiresti?

Questa è una bella domanda. Non sono una persona narcisista, e sono sempre stato guidato dalla mia insicurezza. Sono una persona che ha così tanto sporco, amore, gentilezza, e considerazione in me che sento che impazzerei se non lo facessi uscire candidamente, nel mondo, in qualche modo. Sono una persona che vuole cambiare qualcosa, che sia me stesso,le persone attorno a me, l’industria, o il mondo. Sento come di essere nato per trasformare qualcosa, e penso di averlo fatto una volta con i BTS.


Sembra che tu abbia una missione e vocazione.

Alcune persone si domanda perchè lo faccio, ma alla fine, se non indossi la corona, non puoi capire. Non ho chiesto d’indossare la corona ma cerco di rimanere positivo e usare la mia influenza. Cosa dovrei fare è prendere la cosa piu’ bella della mia arte e cambiare la mia individualità personale in universalità. É cosi bello vedere le persone ridere e piangere perchè gli artisti hanno reso le loro storie universali e cosmiche. Quando sono andato al concerto di Kim Yuna, leader della band Jaurim, ho sentito un* fan urlare in lacrime, “Non mi sono uccis* grazie a te!”

Ho ricevuto messaggi positivi su come le persone hanno beneficiato della mia musica, ma sentire ciò vicino a me è stato profondo. Ho realizzto che la musica può veramente salvare le persone. Questo è quello che voglio fare. Non potrei sopravvivere nei BTS senza questa vocazione. Se non avessi una vocazione, morirei.


Come gestisci il tuo posto da superstar?

Prima ho studiato la meta cognizione. Cerco di vedere i messaggi che spuntato in distanza. Ho costruito il muscolo per destreggiarmi tra lo stress dell’avere sempre visibilità e i benefici nel diventare una super-star. L’altro giorno, mi è capitato di vedere le quattro abitudini delle persone felici su Instagram. Odio quel tipo di cose self-help. Ma dopo ho realizzato che stavo dicendo tutte e quatto le frasi menzionate. Forse sono felice.

Cerco anche di lasciar andare le cose, e sto diventando più bravo a farlo, ma la cosa piu’ difficile è l’atmosfera dell’industria K-pop. É triste ammetterlo, ma le persone sono così consapevoli degli altri, e molti vedono solo quello che vogliono vedere. Ma l'ho fatto per 10-11 anni adesso. Penso che sia la direzione giusta verso la quale muoversi, dove persone come me, con lo stesso potere, sono un pò piu’ oneste. É un periodo dove piu’ onestà è celebrata.


Come ti stai rivelando?

Il miglior modo è ovviamente attraverso un album o contenuti. Sto anche cercando di condividere di piu’ della mia vita su Instagram. Sto facendo vedere una specie di vulnerabilità. Vengo attaccato perchè delle persone dicono che è troppo per un idol far vedere così tanto. Per me, è un modo per dire “vi voglio bene” alle persone. Per quanto tempo posso tenere la bocca chiusa e parlare solo di cose belle nelle interviste? Se continui a premere, è destinato a scoppiare. Non sto esattamente dicendo che ho vissuto una bugia negli ultimi dieci anni. Ho vissuto così intensamente che c’era poco tempo per considerare quello che dovevo fare immediatamento dopo.


Penso che uscendo fuori dalle tradizionali costrizioni sociali oppressive della Corea, molti artisti hanno ottenuto atteggiamenti audaci e coraggiose che risuonano con le persone giovani di altri paesi che vogliono sfidare vecchi ordini.

Mentre altri artisti potrebbere sentirsi in questo modo, non penso fosse necessarialmente il mio caso. Non è stato come, “Mi piace cantare di libertà e amore attraverso l’hip-hop perchè la mia vita è così difficile” oppure “Amo la resistenza etica dell’hip-hop.” Invece, io l’ho solo trovato divertente.


Mi piacerebbe parlare della crescita della cultura coreana contemporanea con te, visto che tu sei l’apice della cultura pop coreana. Grazie alle interviste degli artisti che ho svolto per il mio libro [Make Break Remix: La crescita del K-Style (2022)], ho iniziato a credere che un’attitudine audace e coraggiosa portata avanti da giovani coreani, remixando il tutto con zero inibizione, ha reso la cultura coreana influente a livello globale. Pensi che ci sia un atteggiamento o approccio coreano che ha contribuito al suo successo?

L’unica parte della cultura coreana che capisco è probabilmente la musica. Non posso rappresentare altre parti della cultura coreana. E penso che ci siano tanti pregiudizi sulla Corea da parte di altri, come l’idea che lavoriamo troppo. Ma non dovremmo giudicare altre culture attraverso la nostra lente. Sarebbe fantastico se potessimo guardare una persona, un paese, e una cultura in un modo trasparente.


La gente vuole capire se esiste una certa caratteristica o particolarità nella cultura coreana che ha portato il fascino globale. Esiste?

Sono stato dentro l’occhio di questa tempesta [del successo del K-pop e della cultura coreana], e probabilmente ho fatto molte piu’ interviste come questa di nessun altro. La risposta piu’ vicina al mio cuore è, “non lo so, quindi probabilmente nessun altro lo sa.” Se avessi detto di saperlo, è come se spiegassi perchè amo una persona in uno specifico momento. Sono così coreano che se qualcuno dell’estero mi chiedesse cos’è il coreano, non saprei come spiegarlo. Esiste definitivamente un certo umore che non possiamo negare. Ma è quel qualcosa che non puoi acquisire se non sei nato e vissuto qui. Quando cerchi di definire il nazionalismo coreano, diventa metafisico.

Ma se esiste un atteggiamento coreano, Seoul è dove potete farvene un'idea. Ci sono tante cose che si stanno disintegrando e riassemblando, e tutto il processo è estremamente intenso e veloce, i coreani sono molto veloci nell’assorbire qualcosa e digerirlo nel proprio modo. Mi piace dire che è dinamico.

Come alcuni artisti hanno detto nel tuo libro, Seoul può essere intensa e soffocante. Anche per me qualche volta Seoul è troppo densa e come se mi stesse mordendo. Certe persone vogliono scappare via. Ma c’è cosi tanto da guadagnare se sopporti quello che questa città dinamica porta fuori da te.


Come ti ha influenzato essere cresciuto in Corea?

Sono cresciuto in una nuova città chiamata Ilsan, vicino a Seoul. Dopo aver passato così tanto tempo all’estero, ho realizzato che quello che mi sostiene sono le mie radici. La tua infanzia ha una forte presa su di te. O la si emula oppure ti riprendi da esso nel modo opposto. Ho avuto un’infanzia felice. Ero amato, e alcuni dei miei migliori amici sono persone che ho conosciuto al tempo. L’affetto, nostalgia, e il desiderio che ho per la Corea è essenziale per me. Il K-pop è immensamente intenso e dinamico perchè è la combinazione di K e pop. Le persone stanno rispondendo a questo acceleratore quantistico, a questa energia, a questa fusione. Sono come un salmone che sta ritornando al torrente. É il mio modo per vivere nel K-pop e non uscirne pazzo.


Cosa ne pensi dell'etichetta K? Personalmente penso che il governo coreano e la stampa domestica ne sembrano abbastanza ossessionati, perchè sono così orgogliosi di quello che il nostro piccolo paese, schiacciato tra Giappone e Cina, è riuscito a realizzare.

E’ anche guidato dall’esterno. Per capire un qualcosa di sconosciuto, vuoi incorniciarlo in un certo modo. É un istinto umano. Le persone vogliono pensare che ci sia qualcosa in questo paese dove il K-pop e altre culture stanno crescendo. Ma non sono negativo verso quest’etichetta. Sono grato che stanno cercando di nominare qualcosa Coreano. É credibile che molti creator sono a disagio nell’essere etichettati. Adesso sta a ogni artista individualizzare la propria identità. É questa individualizzazione è stata consentita grazie all'etichetta K.


Il K-pop mescola diversi generi. Pensi che abbia sviluppato un significante sonico?

Si, certamente. Ha guadagnato un forte significante sonico, e molti paesi stanno cercando di copiarlo. Non sono entrato nei BTS perchè volevo fare K-pop. I BTS erano inizialmente piu’ una band hip-hop, come Run-DMC o i Bestie Boys, ma in un modo siamo riusciti ad arrivare dove siamo adesso. Voglio che le persone guardino il K-pop in un modo più tridimensionale. Per iniziare, è praticamente musica dance. Ma il K-pop non è solo musica, è la coreografia, i video musicali, e i contenuti accessori che lo accompagnano. É questo pacchetto enorme. Ho visto molte persone con una visione negativa del K-pop che dopo aver scavato piu’ affondo sono diventati fan. Quindi, voglio dire alla gente, “Non giudicate il K-pop prima di averlo provato!”








Che ne dici dell’influenza della subcultura su di te? Mentre stafo scrivendo il mio libro, ho trovato affascinante come la scena della subcultura sono collegate così strettamente al K-pop e alla mainstream K-fashion.

Sono sempre circordato dalla subcultura, e sono un vero fan. Come musicista K-pop sono visto come raffinato, sono preso dalle cose che sono veramente crude ed eruttive.


Cosa ne pensi della moda in generale? Bottega Veneta ha riconosciuto la tua influenza globale e ti ha reso il loro unico ambassador globale.

Non ero propenso a essere un ambassador per brand di lusso. Ma il direttore creativo di Bottega, Matthieu Blazy, mi ha spiegato che mi ha scelto perchè gli è piaciuto il mio stile di vita e la mia arte su Instagram. Ha detto, “Diventiamo amici e parliamo di queste cose.” L'ho trovato rinfrescante, quindi ho detto di si.

La moda è uno dei pezzi di contenuti piu’ incantevoli nella mia vita. Ero ossessionato dalla moda, quando avevo iniziato con la musica, e lo sono tuttora. Ci sono stati tempi in cui indossavo streetwear, gothic, Rick Owens, o Damir Doma. Pensavo fosse cool indossare tutto nero. Dopo avevo bisogno di un po' di colore, come mi sono spostato dal mio album Mono (2018) a Indigo (2022). Con il mio lavoro, sono costantemente sotto i riflettori. Esiste questa cosa chiamata "airport fashion". Le persone si aspettano sempre di vedermi indossare qualcosa di nuovo. Quindi, volevo qualcosa d’intramontabile, cose che sono del 2015 che posso indossare nel 2023. Ho cercato qualcosa di classico e comodo senza andare fuori moda e mi sono deciso sull' American Causal. Questo è stato quasi sei anni fa. Adesso, voglio provare a indossare cose che sono un pò kitschy, un pò fuori norma, inusuali, e strane. La moda è un pò come i messaggi di stato su Kakaotalk [equivalente coreano di Whatsapp]. É il modo piu semplice di dire come ti senti e come voglio esprimere me stesso oggi. É uno dei modi piu’ passivi e attivi in cui posso esprimere me stesso.


Saresti interessato a creare un brand di moda?

Beh, la moda non mi ispira molto da quando ho incontrato l’arte.


L’arrivo di Frieze a Seoul l’anno scorso ha elevato lo status della Corea provando che non solo il K-pop e i K-drama ma anche le scene dell'arte coreana attraggono l’attenzione globale. E la tua visita alla fiera ha creato un fermento tra la stampa. So che hai iniziato a collezionare arte nel 2018, ma sono stata sorpresa quando Thaddaeus Ropac mi ha detto della grande influenza che hai nei giovani collezionisti. Ha detto che i collezionisti giovani coreani come te hanno abbracciato una conoscenza e passione attraverso una varietà di artisti e periodi, e non lo aveva mai visto in altri paesi. Perchè collezioni arte?

Mentre giravo il mondo, ho iniziato ad apprezzare e visitare musei e guardare i dipinti che ho studiato sui libri di scuola. Mi sono reso conto che, mentre conoscevo Monet e Van Gogh, non conoscevo nulla degli artisti coreani. Adesso amo l’arte moderna e contemporanea coreana. Spremevano la tempera su una palette quando stavano subendo l’occupazione Giapponese e la Guerra Coreana. È confortante sapere le difficoltà e le fatiche che passo io sono niente in confronto alle loro. Per loro, era una questione di vita o di morte.

Ma ci sono cose che le persone fraintendono di me. Ad esempio, non mi piacciono tutti in Dansaekhwa [il movimento di pittura monocromatica formato in Corea durante il 1950 in mezzo agli sforzi di riconciglliare l’influenza del modernismo dell’Occidente sulla cultura artistica coreana]. Yun Hyong-keun è l’unico che ammiro. Non penso che si possano incorniciare o legare insieme. In questo senso. Dansaekhwa è come il K o il K-pop. Sono andato a conoscere tutti i vecchi proprietari delle gallerie e le famiglie degli artisti deceduti per arrivare in fondo alla faccenda. Rispetto il fatto che questi artisti erano compagni d’armi, nonostante le differenze quando gli artisti coreani stavano facendo astratto oppure i dipinti in stile occidentale erano considerati assurdi, ma litigavano molto tra di loro.


Ho sentito da un altro collezionista che hai iniziato recentemente a collezionare arte antica coreana. Qual è stata la tua motivazione?

Mi incuriosiva cosa ha influenzato gli artisti che mi piacciono, quindi è stato naturale spostarmi verso l’arte antica coreana. La modalità piu’ veloce per imparare l’arte antica è pagare, continuare a fissarla e toccarla, e chiedersi perchè è stato fatto nel modo in cui è stato fatto. Nel mentre, ho comprato un falso. Beh, penso di sì, perchè professori e ricercatori che sono migliori di me in questo mi hanno detto così. Anche se fosse un falso, va bene. Fa parte del pagamento per una lezione. Adesso che ci sono dentro, non posso tirarmi indietro. Toccare e sentire cose che sono ossidate, cose che hanno visto giorni migliori, sento come se qualcosa della loro anima entrasse nel mio corpo.

Pittori famosi della Dinastia Joseon [1392-1897], come Gyeomjae, Danwon, Chusa, e Neunghokwan, hanno avuto vite e traiettorie differenti. Certe persone hanno vissuto come pittori di corte, altri hanno avuto una vocazione di disegnare dipinti per gli aristocratici, e altri hanno mollato tutto e sono andati in campagna a dipingere, proiettando la propria mente sugli alberi da pino. Lo trovo affascinante, perchè sembra che sia il foglio di risposte di come dovrei vivere la mia vita da artista.


Cosa puoi dirci sul tuo prossimo progetto su cui stai lavorando?

Largamente, sta andando nella direzione opposta a "Indigo", ma non è solo spensierato e divertente. Quando le persone mi vedono, pensano che sia questa persona seria, gentile, e simpatica, ma non sono solo questo. Ci sono molti aspetti di me che non sono così seri. E mi piace anche far ridere le persone.


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Intervista in cartaceo di 032c

Traduzione italiana a cura di BTS Italia, prendere solo con i crediti

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