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Intervista Weverse ‘Proof’ - SUGA

Aggiornamento: 7 gen 2023

SUGA: "Spero che siano entusiasti per tutto così posso dare un significato alla loro vita ogni giorno"

SUGA dei BTS, SUGA il produttore, SUGA come Agust D. E tutti fanno musica.



Come ti senti nell’ascoltare “Born Singer”, la prima canzone che i BTS hanno rilasciato in un mixtape, che è adesso inclusa in Proof?

Prima di tutto, non sapevo nemmeno se sarebbe stata inclusa nell’album. Non ero sicuro fosse possibile, siccome la canzone originale è così famosa, ma J. Cole ci ha dato il permesso. Voglio dirgli che gli sono molto grato. È una canzone che avrei potuto scrivere solo in quel momento. Ricordo ancora quando l’ho scritta durante le prime due settimane di promozione di “No More Dream”. Le emozioni che ho sentito durante il periodo del debutto sarebbero scomparse con il tempo, quindi dovevo scriverla in quel momento o mai più. Ho anche pensato di registrarla nuovamente perché a risentirla sembra un po’ esagerata, ma si sarebbe persa l’intenzione originale se l’avessi fatto. Quindi l’abbiamo inserita, siccome non sarebbe stato possibile riascoltarla se non in concerto. E potrebbero anche esserci degli ARMY che non sanno nemmeno che la canzone esista. Abbiamo pensato che la canzone riflettesse molto ti quello che siamo, quindi abbiamo deciso in modo unanime di includerla.


La nuova canzone “Run BTS” è una canzone rap veloce, come “Born Singer”, ma suggerisce tutta un’altra sensazione.

È un po’ diversa dal punto di vista emozionale- contiene tutta una serie di emozioni diverse. Per “Run BTS”, continuavamo a dire che volevamo provare una canzone che richiamasse il nostro vecchio stile, quindi abbiamo scelto il titolo del nostro variety show e che riflette quello che facciamo- corriamo sempre. Tutti i membri hanno fatto un lungo percorso, e ci sono giorni in cui siamo esausti, ma ci sono anche cose che vogliamo fare nel futuro, quindi penso che abbiamo provato ad includere anche questi desideri. E non ho avuto molte opportunità di far vedere le mie abilità nel rap negli ultimi album. Ho pensato al passato, che mi ha fatto venir voglia di scrivere qualcosa di più serrato, ma rapparlo è stato davvero difficile. (ride) L’abbiamo registrato velocemente, ma era passato un po’ di tempo per me, quindi ho davvero dovuto impegnarmi durante la registrazione. (ride)


E nel passaggio tra “Born Singer” a “Run BTS”, siete arrivati ai Grammy.

Abbiamo lavorato davvero sodo. (ride) Non faremo una performance del genere per un po’. C’era una parte con dei vestiti e anche un dance break. La preparazione è stata molto frenetica: Seokjin si è fatto male, e Hobi e Jungkook erano in quarantena, quindi ci sono stati dei momenti in cui eravamo solo in quattro. È stata proprio un’esperienza che non credo dimenticherò presto. Lo staff era molto entusiasta per la performance. Quindi la preparazione è stata un po’ stressante…ma penso sia stata anche divertente, ripensandoci adesso. L’esibizione è stata perfetta comunque. Non riuscivamo a far funzionare la parte della giacca, anche alle prove generali, quindi penso che siamo stati fortunati perché alla fine in qualche modo ha funzionato. Ogni volta che proviamo a fare una cosa del genere di solito non riusciamo. (ride) Gli spettatori non se ne rendono conto, ma noi ne parliamo tra di noi, ed eravamo molto preoccupati, ma per fortuna tutto è andato bene alla fine.


Com’è stato ripercorrere i tuoi ricordi, ma dal punto di vista di un produttore? “Seesaw (Demo Ver.)” è molto diversa dalla versione che è stata rilasciata ufficialmente.

È totalmente diversa, no? Mi piace di più questa versione. (ride) Non è stato facile lavorarci. Stavo vivendo un blocco così brutto che ho pensato che avrei accettato la canzone di qualcun altro se non mi fosse venuto nulla in mente alla fine. Mi sembrava non volessi nemmeno scriverla una canzone, ma alla fine è arrivata in fretta. Non avevo voglia di lavorare su nulla; stavo premendo tasti a caso al pianoforte, sapendo di dover fare qualcosa, quando ho pensato: “Questa melodia non è affatto male”, e alla fine l’ho scritta in fretta. È una cosiddetta “canzone in stile Shibuya”, uno stile che mi piaceva molto quando ero piccolo, e anche all’etichetta è piaciuta, ma mi hanno suggerito di lavorare ancora sull’arrangiamento, quindi l’ho fatto. La versione che abbiamo rilasciato adesso è una versione strumentale che contiene un sacco dei sentimenti che ho provato alle medie.


Sentimenti che hai provato alle medie?

Amavo le versione strumentali delle canzoni dei miei artisti preferiti quando ero più piccolo. Le analizzavo molto mentre sognavo di diventare un produttore. Aveva anche una guida vocale, ma ho chiesto loro di rimuoverla. La guida vocale era cantata in modo troppo precipitoso. (ride) Ma quando volevo mettere la canzone nell’album non riuscivo a trovare il file con la fonte originale per il mixaggio. Quindi ho provato a rifarla da capo, ma non era la stessa cosa. (ride) Quindi mi sono detto, devo trovarla, e mentre ero a Los Angeles o a New York l’anno scorso, ho chiesto allo staff di cercare in ogni vecchio computer che avevo a Seoul, e finalmente l’hanno trovata. A quanto pare il secondo ed il terzo computer che avevo erano perfettamente identici e perciò non riuscivo a trovarla perché non stavo cercando su entrambi, ma continuavo a cercare sullo stesso computer. (ride)


Sei andato proprio alla ricerca di vecchi ricordi. Come sei passato dall’essere uno studente delle scuole medie che sognava di diventare un produttore ad essere effettivamente un produttore? “Seesaw (Demo Ver.)” non è realizzata in uno stile molto popolare in Corea. Mi chiedo quanto tu sia cambiato da quel momento ad oggi.

Quando ero più piccolo, volevo fare il rapper, volevo fare il produttore, e ora posso fare entrambe le cose comunque io voglia, e quindi le faccio, le faccio tutte e due. Ecco perché uso tanti nomi diversi: voglio che restino separati. Sa fare anche questo? E anche questo? Anche musica per le pubblicità? Ho avuto la fortuna di poter incontrare tanti artisti fantastici in quanto SUGA il produttore, quindi penso di essere molto fortunato di avere potuto costruire una carriera del genere.


Che influenza ha avuto su di te lavorare con i Coldplay su “My Universe”? Chris Martin è addirittura venuto in Corea per lavorare con voi.

All’inizio ho pensato: “Perché sta venendo qua?” (ride) Voglio dire, con la pandemia, forse sarebbe stato meglio registrare separatamente. E amo la musica dei Coldplay, ma non sapevo che tipo di vita vivesse Chris Martin. Ma quando ci siamo incontrati e abbiamo parlato, e abbiamo realizzato che non era molto diverso da noi. Eravamo d’accordo parlando della vita di tutti i giorni e delle preoccupazioni. Mi sono reso conto che tutti gli artisti che fanno tour negli stadi vivono le stesse difficoltà. È stato bello sapere di potere essere amici con uno come lui.


Ho l’impressione che tu e PSY vi siate influenzati a vicenda attraverso “That That (prod. & feat. SUGA of BTS).” Già sapevamo che collaboravi alla canzone ma hai avuto molto screen time anche nel video musicale. (ride)

Avevo solo intenzione di scrivere la canzone e tagliare la corda, ma poi lui mi ha detto “Hai esperienza nella collaborazione ad altre canzoni, no?” e io “collaborare andrebbe bene…” e il gioco era fatto, “provalo una volta e vedi come va”, e io “faccio solo il mio verso e basta” e un attimo dopo mi sono ritrovato anche a ballare. (ride) Mi ha mostrato la bozza e ha detto “fallo solo se ti piace quello che vedi”, quindi l’ho fatto e l’ho trovato anche molto divertente, dal momento che era così diversa dalle sue coreografie precedenti. Ho partecipato al video solamente per gli ARMY che lo avrebbero guardato. (ride)


Lo stile di PSY è molto unico, come sei finito a lavorare con lui? È una collaborazione interessante.

Esattamente. Era quello che volevo! Ho lavorato a canzoni molto diverse come producer, e i non-ARMY solitamente conoscono le più famose, ovvero quelle cantate da artisti come IU o Heize, credo che sentano che la canzone abbia un vibe simile. Ma avevo da parte una canzone che non ero riuscito ad includere in un album e da subito pensai fosse un buon match per PSY.


Quindi PSY è diventato un tuo cliente. Quali dettagli ha richiesto?

Inizialmente volevo solo consegnargli la canzone, ma lui aveva alcune richieste, quindi ho modificato l’arrangiamento in quello che sentite oggi. Il processo di avanti e indietro è stato molto divertente. All’inizio avevo deciso semplicemente di farglielo sentire, e se non gli sarebbe piaciuto allora avrei lasciato perdere, ma PSY disse che ormai lavorava con la musica da 22 anni, che aveva bisogno di sangue giovane e che voleva fare quella canzone. Credo che ci siamo divertiti entrambi. Anche se ha cercato di tenersi il più lontano possibile dal suo stile, le parti scritte da lui hanno le sue impronte ovunque. (ride)


È stato interessante come il track fosse diverso dallo solito stile di PSY, ma si sente che ci ha inserito comunque il suo genere unico.

Ho scritto i versi e il ritornello che fa “that that I like that”, che è tipico del mio stile, e poi ho aggiunto una parte rap per le persone che la ascolteranno, dato che ormai sono passati due anni da quando è uscito D-2. Volevo presentare qualcosa che fosse simile ai miei mixtape, ma la melodia che PSY aveva scritto era proprio una tipica canzone da PSY. (ride) Ci siamo divisi il lavoro e abbiamo scritto separatamente, ma ho imparato molte cose da lui. È stata un’esperienza di produzione completamente nuova per me; c’era qualcosa del suo approccio alla musica con cui mi sono trovato in sintonia.


Un producer deve venire incontro alle esigenze del cliente quando compone della musica, che come conseguenza produce della musica che diverge dal proprio stile.

È il modo con cui mi sento più a mio agio. Trovo molto più faticoso comporre musica per me. (ride) Devi farti venire in mente qualcosa e devi interrogarti su che messaggio vuoi trasmettere, che non è certo facile. Ho avuto non pochi problemi nel dare un ordine ai miei pensieri in passato perché c’erano così tante cose che volevo dire, ma ora credo che il non sapere cosa dire sia la cosa più difficile. Di fatto, oltre che musica da videogiochi o per pubblicità, solitamente faccio progetti esterni solo con persone che hanno delle richieste e che inseriscono la propria opinione. Senza dubbio ne ricevo molta ispirazione e sinergia.


Qual è il tuo approccio per lavorare su un soundtrack? Quella canzone ricorda molto una OST.

Personalmente ogni volta che faccio progetti esterni cerco sempre di farli su misura per il cliente, quindi per quella canzone ho messo il richiedente al primo posto e l’ho pensata come un soundtrack.


Capisco che devi fare il track su misura, ma che poi questo funzioni o meno è un’altra storia. (ride)

Cerco sempre di tenerlo presente quando lavoro. Tendo a guardare l’insieme, dato che sono io a costruirne la struttura e a valorizzarla. Comunque, il contenuto a cui si riferisce la canzone è la parte più importante, quindi la canzone deve essere buona, non importa come. Quindi ho dato tutto me stesso per comporla. Inoltre ho scritto il testo di “Stay Alive” in modo volutamente esagerato, ho controllato personalmente il webtoon e il contenuto a cui doveva far riferimento, e ho usato anche strutture grammaticali che solitamente non uso.


La composizione della canzone è anche molto intrigante. C’è un’atmosfera oscura e solenne, simile a quella di altre OST, poi si avvicina ad uno stile simile a quello di The Weeknd, e poi c’è la parte in cui Jung Kook canta su ritmi trap. Sembra che tu abbia catturato le caratteristiche di stili diversi per poi inserirle tutte in armonia in una singola canzone.

Da quando ero più giovane ogni volta che scrivo una canzone rifletto molto sull’arrangiamento. Guardo ad un track come una grande massa. Presto attenzione all’arrangiamento di strumenti che ho usato nel primo verso, gli strumenti del ritornello e quelli dopo il secondo verso, alcuni rimangono gli stessi ma allo stesso tempo ho cercato di cambiare in continuazione. Ci sono varie occasioni in cui l’ho modificato più spesso del solito. Non so se qualcuno l’abbia mai notato (ride) ma tendo ad essere molto puntiglioso a riguardo. Le canzoni pop sono più brevi in lunghezza al giorno d’oggi e per questo motivo non è facile aggiungere grandi cambiamenti per quanto riguarda l’arrangiamento entro tempistiche così brevi. Cerco di fare questo e quello all’interno delle tempistiche date. Cerco di cambiarne la fonte, il ritmo nel mezzo, oppure di inserire elementi che lo rendano più interessante per le persone che ascoltano con più attenzione. La musica con cui sono cresciuto cambiava continuamente fonti, anche canzoni con lo stesso beat hip hop. È un peccato per il nuovo modo di fare, ma cerco sempre di prestare più attenzione.


Le persone ti conoscono prima di tutto come uno dei rapper dei BTS, ma hai fatto carriera anche come producer.

Sì, per fortuna. Ultimamente mi sono trovato a riflettere su che tipo di musica fare quando sarò più vecchio, e che forse dovrei provare ora diversi stili. (ride) Penso sia allo stesso tempo una maledizione e una fortuna, ma credo anche che, anche se sono in grado di lavorare con generi musicali differenti, nessuno di essi sia abbastanza profondo. Ecco perché cerco sempre di essere versatile con gli stili musicali quando promuovo il mio lavoro, ci inserisco molte cose che mi piacciono, come sorprese e colpi di scena. E la cosa mi crea ansia ed entusiasmo.


Diresti che la tua prospettiva da producer ha degli effetti sul tuo lavoro da solista, come quello che hai pubblicato come Agust D?

Quando rilascio un album come Agust D penso che quello sia un lavoro da solista, con una promozione da solista, e credo di dover utilizzare lo stesso sistema che usano gli altri gruppi quando fanno promoting e hanno un singolo principale e un lato B. Di recente ho riflettuto spesso sul dover girare due video musicali: uno solo per i visual, mentre l’altro più focalizzato sull’esperienza uditiva. Ah, che dovrei fare? Sto lavorando sodo su un seguito di D-2.


Rispetto al testo di “Yet To Come” di Proof tu sembri avere ancora molto più da mostrarci rispetto a “il momento migliore deve ancora venire.”

Ad un certo punto ho iniziato a considerarlo la mia arma segreta. Ho anche provato diversi stili musicali in D-2. Sento di non poter diventare maestro di un solo genere specifico, ma preferisco essere versatile. Non ho idea di quale musica mi troverò a comporre nei miei 30, 40 o 50, ma ho intenzione di continuare a fare musica per tutta la vita. Sono in grado di lavorare con generi e stili diversi, per questo ho iniziato a preoccuparmi di meno riguardo a che genere di musica fare in futuro. (ride)


Quindi cos’è che vuoi trasmettere agli ARMY e a tutti coloro che ascoltano la tua musica, mentre componi musica per tutta la tua vita?

Ero solito dare moltissima importanza alla musica, specialmente quando ero più giovane, ma ora sto cercando di non darle troppo significato. Uno dei motivi sono i tempi che stiamo vivendo, perché ad un certo punto siamo diventati una generazione per cui la musica è diventata solo musica di background. Non dico sia una cosa sbagliata. È uno sviluppo naturale, e comunque ho pensato ci sia sempre una differenza tra un musicista che sa perché fa musica e uno che non lo sa. Ecco cosa ne penso: le persone che ascoltano la mia musica… voglio dire, credo che per certi versi essere fan di qualcosa nella vita è un must. Puoi essere fan di una persona o di uno sport, qualsiasi cosa sia, penso sia importante perché rende la vita più divertente. Come essere eccitati per i playoff dell’NBA appena apri gli occhi la mattina. Alcune persone saranno eccitate per il giorno in cui la mia musica uscirà e per le mie performance. Non ci sono molte cose per cui essere eccitati nella vita. Ma a chiunque piaccia la mia musica, spero veramente che ne siano entusiasti, per quando verrà pubblicata, per la sua promozione e per quando andrò in tour. Spero siano eccitati per tutte queste cose così ch’io possa dare significato alla loro vita giorno per giorno.


Traduzione a cura di BTS Italia | @BTSItalia_twt2. Prendere solo con crediti.


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